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giovedì 31 marzo 2011

RASSEGNA STAMPA PARLAMENTO E ISTITUZIONI - 31 MARZO 2011

LA REPUBBLICA
TALK SHOW, BLOCCO INAMMISSIBILE STOP DI ZAVOLI AL BLITZ DEL PDL  (C.L.) - a pag. 10/11

LA REPUBBLICA
TG2, MASI INDICA LA PETRUNI GARIMBERTI: COSI' IL CDA SI SPACCA  (PALESTINI LEANDRO) - a pag.11

CORRIERE DELLA SERA
ELEZIONI, TALK SHOW E PAR CONDICIO CHI HA IDEE CHIARE NON LE CAMBIA  (GRASSO ALDO) - a pag.50

IL SOLE 24 ORE
IN RAI CRESCE SOLO IL DEBITO  (MELE MARCO) - a pag.18

LA VOCE REPUBBLICANA
GR PARLAMENTO: UN SERVIZIO NEL CAOS - a pag.2

LA REPUBBLICA
SCARONI, CONTI E CATTANEO CONFERMATI IN ARRIVO DUE AD A FINMECCANICA  (MANIA ROBERTO) - a pag.31

CORRIERE DELLA SERA
GREEN POWER, SPUNTA FANTOZZI ROTH DA TERNA ALLE POSTE  (BAGNOLI ROBERTO) - a pag.35

IL SOLE 24 ORE
ARRIVA DAL TESORO IL SEGRETARIO CONSOB  (R.FI.) - a pag.36

CORRIERE DELLA SERA
LA RIVOLTA IN BANKITALIA CONTRO I TAGLI  (S.TA.) - a pag.37

IL SOLE 24 ORE
INDAGINE DEL SENATO SULL'ATOMO ITALIANO  (GILIBERTO JACOPO) - a pag.12

IL SOLE 24 ORE
MATTONE DI STATO, IL GRANDE RIORDINO  (DELL'OSTE CRISTIANO, FOSSATI SAVERIO) - a pag.28

ITALIA OGGI
FEDERALISMO, SERVE UN NUOVO PATTO  (CERISANO FRANCESCO) - a pag.27

AVVENIRE - INSERTO E' VITA
LE "DAT" IN AULA ALLA FINE DI APRILE  (FORNARI PIER LUIGI) - a pag.1

AVVENIRE - INSERTO E' VITA
UN DOVERE DEL PARLAMENTO  (CAVONI CESARE) - a pag.2

IL RIFORMISTA
QUATTORDICI POLITICI ALLA DURA PROVA DEL BIOTESTAMENTO  (LEONE CINZIA) - a pag.15

AVVENIRE
PER UNA LEGGE CHE SIA UTILE  (DELLE FOGLIE DOMENICO) - a pag.1

AVVENIRE
CRISTIANI, PARLAMENTARI ITALIANI A BAGHDAD - a pag.18

AVVENIRE
SINDROME DI QUIRRA, INDAGA IL PARLAMENTO  (GIRAU MARIO) - a pag.13

LAB IL SOCIALISTA
BASTA BIMBI IN CELLA, APPROVATA LA LEGGE - a pag.4/5

ITALIA OGGI
EXPO FINISCE IN PARLAMENTO GIUGNO DEAD LINE PER LE GARE  (SCARANE SIMONETTA) - a pag.10

LIBERO
LEZIONE DEL PDL AI DEMOCRATICI "NO ALL'ARRESTO DI TEDESCO"  (CALESSI ELISA) - a pag.16

LIBERO
CARA SINISTRA, L'AULA NON DECIDE CHI VA INCARCERATO  (GIACALONE DAVIDE) - a pag.16

IL SECOLO XIX
"RE" DEI CONCORSI PUBBLICI IN DIECI ANNI, 62 INCARICHI - a pag.10

IL SOLE 24 ORE
UN PASSAGGIO ALLE CAMERE POI A BRUXELLES  (D.PES.) - a pag.6

IL RESTO DEL CARLINO
CONDOGLIANZE... BENEAUGURANTI - a pag.3

LA STAMPA
BOTTE IN TANGENZIALE CON IL DEPUTATO PDL  (CRI.MEN.) - a pag.20

AGL GRUPPO ESPRESSO QUOTIDIANI
TRENI, IL CASO IN PARLAMENTO - a pag.34

mercoledì 30 marzo 2011

La Cina presto nuova superpotenza scientifica, supererà gli Usa. Dell'Italia meglio non parlare.

Entro due anni il primato nella scienza e nella ricerca non sara' piu' degli Usa. La Cina si avvia infatti a superarli entro il 2013, ben 7 anni prima del previsto. A fare il calcolo e' la Royal Society del Regno Unito, sulla base del numero di studi pubblicati sulle riviste internazionali dai vari Paesi. Il dominio di Usa, Europa e Giappone stia iniziando a essere scalfito dai paesi emergenti.

Oltre alla Cina, anche Iran, Brasile, India e Medio Oriente hanno conosciuto una poderosa crescita.

Perché votare sì al referendum sul nucleare

Perché votare sì al referendum sul nucleare

1. Il nucleare è una tecnologia pericolosa

Come dimostrano la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.

2. Le centrali rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento

Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. L’agricoltura e il turismo rischiamo di essere pesantemente penalizzati.

3. Lo smaltimento definitivo delle scorie è un problema irrisolto

Le scorie sono molto pericolose e restano radioattive per decine di migliaia di anni. Non esiste al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo. 

4. Il nucleare è una fonte energetica molto costosa

L’elettricità dall’atomo, considerando anche la dismissione delle centrali e lo smaltimento delle scorie, costa più delle altre fonti di energia. I maggiori costi inevitabilmente verranno scaricati nella bolletta dei cittadini.

5. Il nucleare non riduce le importazioni

Il nucleare produce solo elettricità (pari a solo il 25% dei consumi energetici dell’Italia) e non viene usato per alimentare il settore dei trasporti, produrre calore per l’industria e per gli edifici. Per questo non ridurrà in modo significativo le importazioni delle fonti fossili: infatti in Francia, noto paese nuclearista, il consumo procapite di petrolio è più alto che in Italia.

6. Il nucleare produce pochi posti di lavoro

Una centrale in costruzione produce 3.000 posti di lavoro, che si riducono a 300 nella fase di esercizio. In soli 10 anni la Germania può vantare 350.000 addetti nel settore delle rinnovabili, mentre in Italia al 2020 con le fonti pulite si potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro.

7. Le centrali utilizzano l'uranio, materia prima in via di esaurimento

L’uranio è una materia prima che deve essere importata. È una risorsa limitata, disponibile in natura ancora per qualche decina di anni, come il petrolio e il gas.

8. La legge italiana prevede l’uso dell’esercito per realizzare le centrali

Grazie alla legge approvata nel 2009 il governo italiano può usare l’esercito per imporre al territorio la costruzione delle centrali nucleari, con inevitabili conflitti istituzionali e sociali.

9. L’Agenzia per la sicurezza nucleare è a favore dell’atomo

I membri dell’Agenzia, a partire dal presidente Umberto Veronesi, minimizzano ogni problema del nucleare, dallo smaltimento delle scorie all’insicurezza delle centrali. Sono quindi a favore dell’atomo: un interesse di parte come può garantire la sicurezza dei cittadini?

Tra i paesi  industrializzati, l’Italia è stato il primo ad uscire dall’atomo. Nei prossimi anni ci seguirà la Germania. Perché tornarci?




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In Italia record di eco-infrazioni‎

"In Europa l'Italia e' il paese con il maggior numero di procedure di infrazione alle normative ambientali, con il record tra gli stati membri di ben 44 infrazioni, in tutti i segmenti della legislazione ambientale, il 73% delle quali per la cattiva applicazione delle direttive: si puo' fare di meglio". Queste le, ahimè, tristi affermazioni rilasciate dal commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik nel corso di un incontro stampa presso la sede romana della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

A proposito di futuro. L'expo che non esiste

Ieri su Repubblica a pagina 47 si fa il punto della situazione di quello che si è fatto a Milano in vista dell'Expo, l'esposizione internazionale che si terrà nel 2015.



Tre anni. Millenovantadue giorni. Ventiseimilatrecento ore. Milano vuole organizzare una grande festa internazionale: convoca 130 Paesi, manda 20 milioni di inviti, programma di investire 1.750 milioni (più annessi e connessi). Ma tanto tempo non è bastato neppure per acquisire la disponibilità dei terreni su cui tenere l´evento, ricevere le delegazioni dei Paesi ospiti, accogliere i visitatori. Chiunque abbia organizzato perlomeno una festa di compleanno per i propri figli sa che prima di spedire i cartoncini d´invito dev´essersi assicurata l´agibilità del locale dove piazzare il buffet e far esibire clown e musicanti. Milano no.
Ha messo in piedi il progetto per l´Expo 2015, si è aggiudicata la vittoria – esattamente tre anni orsono, il 31 marzo 2008 a Parigi – nella sfida a due con la turca Smirne, ma ancora oggi non ha alcuna certezza sulle aree – quelle adiacenti la Fiera di Rho-Pero – su cui intende svolgere la manifestazione.
Perché quelle aree, qualcosa più di 1 milione di metri quadrati di terreni incolti, accatastati come agricoli, sono per oltre metà (520mila metri quadrati) di proprietà della Fondazione Fiera di Milano, per un quarto (260mila metri quadrati) del gruppo Cabassi e solo per la parte rimanente di proprietà pubblica: Poste Italiane e i Comuni di Milano e di Rho. E i terreni non sono l´unica cosa che manca. Mancano i soldi, e tanti. Di quei 1.746 milioni necessari per allestire il sito (molte altre centinaia di milioni sono previste per le infrastrutture e altri 1.280 milioni per l´organizzazione dell´evento), quasi metà (833 milioni) toccano al governo. E anche se Giulio Tremonti apre i rubinetti sempre malvolentieri, l´amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, è sicuro che da quel fronte non arriveranno problemi insormontabili. Ce ne sono e soprattutto ce ne saranno sul fronte degli enti locali: Comune e Regione devono mettere 218 milioni a testa, la Provincia e la Camera di Commercio 109 ciascuna.

martedì 29 marzo 2011

Live from l'Aquila - Rubbia su fuga cervelli

 ''Sul finanziamento per scienza, cultura e tecnologia c'e' molto da dire'' riguardo al nostro Paese e ''il problema lo vediamo soprattutto sui giovani''. Lo ha affermato Carlo Rubbia, il premio Nobel per la Fisica, a margine dell'inaugurazione dell'esperimento Icarus da lui progettato, oggi nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn.

Per Rubbia ''basta guardare il grande numero di giovani scienziati che non trovano lavoro in Italia e devono andare all'estero'' per capire come procede la ricerca in Italia. ''Se questo non si chiama fuga dei cervelli non so davvero cosa sia''.

Riguardo i fondi per la ricerca ha precisato che ''ci sono ricerche che non possono essere finanziate dai privati'' e ha aggiunto che ''gli studi che sembrano inutili e impossibili sono quelli che domani permetteranno che la vita sia diversa''. 
''La ricerca di base, la ricerca fondamentale e' quella che deve essere finanziata da fondi pubblici, dai contribuenti. Fondi senza i quali non ci sara' cambiamento, non ci sara' futuro e non esiste universita' senza ricerca''.