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mercoledì 30 marzo 2011

La Cina presto nuova superpotenza scientifica, supererà gli Usa. Dell'Italia meglio non parlare.

Entro due anni il primato nella scienza e nella ricerca non sara' piu' degli Usa. La Cina si avvia infatti a superarli entro il 2013, ben 7 anni prima del previsto. A fare il calcolo e' la Royal Society del Regno Unito, sulla base del numero di studi pubblicati sulle riviste internazionali dai vari Paesi. Il dominio di Usa, Europa e Giappone stia iniziando a essere scalfito dai paesi emergenti.

Oltre alla Cina, anche Iran, Brasile, India e Medio Oriente hanno conosciuto una poderosa crescita.

martedì 29 marzo 2011

Obama alla ricerca dell'innovazione perduta


"The first step in winning the future is encouraging American innovation. None of us can predict with certainty what the next big industry will be or where the new jobs will come from. Thirty years ago, we couldn’t know that something called the Internet would lead to an economic revolution. What we can do -- what America does better than anyone else -- is spark the creativity and imagination of our people. "
America’s economic growth and competitiveness depend on its people’s capacity to innovate.  We can create the jobs and industries of the future by doing what America does best – investing in the creativity and imagination of our people.  To win the future, the U.S. must out-innovate, out-educate, and out-build the rest of the world.
President Obama’s Strategy for American Innovation seeks to harness the ingenuity of the American people to ensure economic growth that is rapid, broad-based, and sustained.  This economic growth will bring greater income, higher quality jobs, and improved quality of life to all Americans.  
You can read the Innovation Strategy and submit your comments and feedback using on Slideshare using the links below:
If you prefer to submit your comments via WhiteHouse.gov, you can do so here.


Live from l'Aquila - Rubbia su fuga cervelli

 ''Sul finanziamento per scienza, cultura e tecnologia c'e' molto da dire'' riguardo al nostro Paese e ''il problema lo vediamo soprattutto sui giovani''. Lo ha affermato Carlo Rubbia, il premio Nobel per la Fisica, a margine dell'inaugurazione dell'esperimento Icarus da lui progettato, oggi nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn.

Per Rubbia ''basta guardare il grande numero di giovani scienziati che non trovano lavoro in Italia e devono andare all'estero'' per capire come procede la ricerca in Italia. ''Se questo non si chiama fuga dei cervelli non so davvero cosa sia''.

Riguardo i fondi per la ricerca ha precisato che ''ci sono ricerche che non possono essere finanziate dai privati'' e ha aggiunto che ''gli studi che sembrano inutili e impossibili sono quelli che domani permetteranno che la vita sia diversa''. 
''La ricerca di base, la ricerca fondamentale e' quella che deve essere finanziata da fondi pubblici, dai contribuenti. Fondi senza i quali non ci sara' cambiamento, non ci sara' futuro e non esiste universita' senza ricerca''.

Energia alternativa: foglie artificiali per riscaldare le case

Dal Web - Una foglia artificiale che riscalda un intero appartamento. È questa l’ultima scoperta del gruppo di ricerca del Massachussets Institute of Technology (Mit) guidato dal professor Daniel Nocera. 

Questa cella solare, grande più o meno quanto una carta da gioco, è in grado di riprodurre il processo di fotosintesi clorofilliana delle piante, trasformando la luce del sole e l'acqua in elevate quantità di energia: ben 10 volte superiore a quella creata dalla fotosintesi naturale. 
E nei test portati avanti dagli scienziati del Mit, la foglia artificiale ha dimostrato di poter funzionare senza sosta per almeno 45 ore.

Gli studiosi stimano che oggi, con meno di 4 litri d'acqua, la foglia artificiale riesca a produrre l'elettricità necessaria per riscaldare una casa in un paese in via di sviluppo. 

Siamo ovviamente di fronte a un progetto agli albori, che potrebbe arenarsi per problemi di resa o di effettiva attuazione su larga scala, ma che rimane interessante per il risultato raggiunto. L'idrogeno generato in forma gassosa da questa tecnologia è destinato, nelle intenzioni dei ricercatori, a essere stoccato nelle fuel cell, a loro volta in grado di generare energia elettrica.

Il basso costo delle materie utilizzate renderebbe il prototipo adatto all'utilizzo nei paesi in via di sviluppo. I ricercatori hanno come obiettivo, non quantificabile in termini di tempo, di realizzare una tecnologia che permetta a singole unità abitative, con basse esigenze energetiche, di risultare autonome dal punto di vista della fornitura di elettricità.